Come ripristinare l’intonaco di una facciata?

Ripristinare l’intonaco di una facciata rientra tra le lavorazioni edili di routine: nei fabbricati le lesioni sono all’ordine del giorno, ed i fattori che le determinano possono essere sia esterni (le fondazioni, che cedono, una concentrazione di carichi troppo pesanti, vibrazioni che nel tempo causane crepe e danni), che interni (le reazioni chimiche, oppure la dilatazione dei materiali che costituiscono l’intonaco)

Che si tratti di problematiche esterne o interne, il risultato sarà una serie di lesioni e criticità che possono danneggiare gli elementi del palazzo, favorendo l’umidità che porterà lo stabile ad invecchiare, con un conseguente degradamento dell’intera struttura.

I danni provocati dal cedimento dell’intonaco

I danni principali che solitamente si palesano con maggior frequenza sono rappresentati dalle crepe estese (provocate dal tempo, dalle intemperie o da cedimenti strutturali che riguardano i muri interni, oppure il terreno), dalla muffa (generata da infiltrazioni d’acqua che hanno penetrato le pareti, e che può comportare problemi strutturali e di salute) e dalle fessure (che tendono a crearsi con il tempo, e andrebbero continuamente monitorate per evitare, in futuro, l’insorgere di danni più gravi).

Il ripristino della facciata è un’operazione che non va assolutamente rimandata, per questioni estetiche, di sicurezza, ed economiche, visto che il valore di un edificio dipende anche dalla sua completa integrità.

A chi affidarsi per ripristinare l’intonaco di una facciata?

Edilfuni realizza lavorazioni di ripristino facciata, partendo da una prima valutazione mediante sopralluogo, in cui potrà valutare l’entità del danno ed il metodo di lavorazione necessaria, per poi procedere con l’intervento vero e proprio: a seconda delle criticità riscontrate, si potrà procedere con la demolizione della facciata, la sigillatura delle crepe ed il risanamento completo dell’intonaco, applicando la tinteggiatura che più si desidera. 

In alcuni casi si potrà decidere di recuperare e ristrutturare l’aspetto originario della facciata, in altri si potrebbe anche optare per l’installazione di lastre in fibrocemento, con il vantaggio di apportare un elevato grado di isolamento sia termico che acustico.

Se si dovessero poi riscontrare problematiche relative a cornicioni, frontalini e balconi, si procederà al completo ripristino degli stessi.

L’edilizia ad alta quota per il ripristino dell’intonaco

Edilfuni è in grado di realizzare ogni tipo di intervento edile senza dover utilizzare ponteggi, impalcature e sostegni mobili che impatteranno inesorabilmente sulla vita quotidiana dello stabile.

L’edilizia acrobatica, tramite l’impiego di funi e corde di sicurezza, consente qualsiasi lavorazione ad alta quota, con notevoli vantaggi: 

  • Riduzione dei tempi di esecuzione (lavorare senza ponteggi riduce notevolmente i tempi di realizzazione: tra la richiesta di occupazione di suolo pubblico ed il montaggio di un ponteggio, possono trascorrere parecchi giorni prima che i lavori abbiano inizio; con l’edilizia acrobatica sarà sufficiente attrezzare l’operatore, risultando così pienamente operativi in pochi minuti); 
  • Costi minori (senza ponteggi, elevatori e piattaforme, la spesa da sostenere per l’intervento sarà decisamente più esigua: il costo per il noleggio delle varie attrezzature viene abbattuto, non si paga la tassa sull’occupazione di luogo pubblico e la riduzione generale della durata dei lavori andrà ad incidere anche sul costo della manodopera, che sarà ridotto); 
  • Lavori poco invasivi (per la mancanza di impalcature e carrelli elevatori, i lavori di edilizia su fune non sono per nulla invasivi, non di sturbano la quotidianità, non deturpano l’aspetto estetico di un edificio e non bloccano la viabilità); 
  • Sicurezza dei lavori (l’edilizia acrobatica, per la sua stessa natura, viene costantemente sottoposta a parecchi controlli, con l’obbligo di rispettare le norme di sicurezza, e gli operatori sono specializzati, visto che per i lavori ad alta quota bisogna sostenere dei corsi di formazione obbligatori per legge, ottenendo l’abilitazione ai lavori su corda, come da Decreto Legislativo n. 81/2008). 
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