Ripristino facciata esterna: tutte le informazioni utili e a chi affidarsi

Tra gli interventi edili classici, più richiesti e realizzati, rientra sicuramente il rifacimento della facciata esterna di un palazzo. Le variabili in gioco sono molteplici, ed in questo articolo si cercherà di fornire un quadro completo sugli interventi edili che riguardano la facciata esterna di un palazzo. 

Perché ripristinare la facciata?

Innanzitutto, la facciata esterna rappresenta una sorta di presentazione del condominio agli occhi dei residenti e dei possibili acquirenti, un vero e proprio biglietto da visita che testimonia il prestigio e lo stato di conservazione del palazzo. Il primo motivo è decisamente di tipo prettamente estetico, perché ripristinare la facciata significa riportare un edificio allo stato primordiale, vuol dire eliminare tutti i segni che il tempo e le intemperie hanno lasciato negli anni.

Il secondo motivo è di tipo economico: ristrutturare la facciata aumenta il valore dell’immobile, fattore decisivo nel caso in cui un proprietario voglia vendere il proprio appartamento, rappresentando quindi un vero e proprio investimento.

L’ultimo aspetto, forse il più importante, riguarda la sicurezza dello stabile: infatti, se il lato estetico ed economico possono essere aspetti opinabili ed oggetto di accese discussione all’interno dell’assemblea condominiale, con opinioni molto contrastanti tra loro, sulla sicurezza non si può transigere, visto che i rischi di cedimento che riguardano l’intonaco potrebbe arrecare danni a passanti e residenti, ponendo quindi problemi di natura morale e legale; per gli interventi mirati e più urgenti, che non riguardano ovviamente l’intera facciata, addirittura l’amministratore può intervenire in autonomia, senza passare per l’assemblea, sia per tutelare se stesso che i condomini tutti.

Quali sono i danni principali?

Come detto in precedenza, la motivazione principale che spinge i condomini ad intervenire sulla facciata riguarda la sicurezza e i danni presenti; spesso si procede con la sola tinteggiatura, in grado di nascondere le crepe e ridare nuova “vita” al palazzo, ma che non basta per evitare problematiche e conseguenze ben più gravi.

I danni che si presentano con maggior frequenza sono infatti le crepe estese, la muffa e le fessure superficiali, ed ognuno di questi può creare problemi ingenti all’edificio.

Le crepe estese possono essere provocate dal tempo e dalle intemperie, oppure da cedimenti strutturali che interessano i muri interni o il terreno; la muffa può dipendere da infiltrazioni d’acqua penetrate nelle pareti, e può creare problemi strutturali (oltre che arrecare danno alla salute); le fessure tendono a crearsi con il tempo e vanno monitorate per evitare problematiche future.

Rientrano nelle problematiche delle facciate anche le criticità legate ai balconi, dove frontalini e cornici tendono a rovinarsi, con forti possibilità di pericolosi distaccamenti.

A chi spettano le spese?

In caso di villetta indipendente, oppure trifamiliare o quadrifamiliare, non c’è problema di sorta, perché ovviamente chi deciderà di fare i lavori sarà anche colui che andrà a pagarli, visto che non c’è nessun tipo di interdipendenza con altri soggetti; la situazione cambia quando invece si parla di condominio, dove bisogna mettere insieme più volontà e rapportarsi con normative, regolamenti e delibere assembleari.

Nei condomini, chi decide è la volontà espressa dall’Assemblea attraverso le delibere, che racchiude tutti i partecipanti alla vita condominiale: una volta convocata dall’amministratore, l’assemblea di condominio seguirà i vari ordini del giorno, i quali rappresentano i punti di cui discutere e soprattutto votare.

Difatti, le delibere assembleari devono rispettare i criteri espressi dal Codice Civile in termini di presenze e millesimi, affinché una qualsiasi decisione possa essere approvata e soprattutto avere un valore legale e vincolante per tutti.

Nel caso di ingenti lavori edili, come il rifacimento della facciata (che in base all’articolo 1117 del Codice Civile è un bene comune) le spese dovranno essere ripartite in base ai millesimi di ogni partecipante al condominio: una volta che i lavori saranno approvati (i criteri per l’approvazione di lavori straordinari indicano la maggioranza dei presenti ed almeno 500 millesimi, ossia la metà del totale) nessun condomino potrà rifiutare di pagare l’intervento deliberato (a meno che non decida di impugnare l’assemblea in caso di irregolarità da lui riscontrate e che saranno oggetto di un procedimento civile) ed in presenza di inadempienti, l’amministratore dovrà procedere con la riscossione del debito, ricorrendo infine al decreto ingiuntivo.

Il Bonus 2020

Il bonus facciate 2020 risolve in parte il problema economico, che rappresenta l’ostacolo maggiore in sede assembleare, motivo principale di discordia tra i condomini: attraverso questo bonus sarà infatti possibile recuperare il 90% della spesa attraverso le detrazioni fiscali nel corso di 10 anni.

Inoltre, con la cessione del credito alle imprese, queste potranno applicare uno sconto in fattura della stessa portata.

A chi affidarsi per il ripristino della facciata?

EDILFUNI può realizzare qualsiasi intervento edile senza l’utilizzo di ponteggi ed impalcature: grazie all’edilizia acrobatica, attraverso l’utilizzo di funi e corde di sicurezza, sarà possibile portare a termine tutti i tipi di lavorazioni ad alta quota, con una serie di benefici quali il risparmio economico, la rapidità d’intervento ed una durata dei lavori più breve e meno invasiva.

 

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